Madonna con Bambino

Madonna

L’IMMAGINE DELLA MADONNA. UN POCO DI STORIA.

L’ immagine della madre con bambino è presente anche nella civiltà egizia e romana con significati molto diversi fra di loro.

 Con l’evento del Cristianesimo queste immagini vengono mutuate ad uso e consumo della nuova religione. L’ Evangelista Luca, pare fosse pittore, creò una prima immagine di Maria con in braccio Gesù bambino. Verso il V secolo dopo la nascita di Cristo col Concilio Ecumenico di Efeso si riconobbe Maria Vergine, madre di Dio e ciò impose altra filosofia, che determinò nell’Arte Bizantina altri comportamenti formali. Si distinguevano vari tipi di espressioni, catalogati con nome diversi a seconda del gesto. Per volontà dei predicatori le immagini divennero di vasto uso e le pareti delle chiese dipinte per ammaestrare. Il Vangelo veniva raccontato per immagini.  I luoghi di culto di tutta l’Europa, dove i predicatori arrivavano erano dei libri esibiti con grande impegno.  Le immagini della Madonna col Bambino cominciarono a cambiare verso il XII e XII secolo. Con la scuola Toscana, citiamo Duccio e Cimabue.  Le immagini si facevano più eloquenti anche se la Madonna era sempre in trono per presentarsi come La Chiesa, mentre il Bambino era Cristo, il Salvatore. Giotto operò una certa rivoluzione mettendo i Santi fra la gente e dipingendoli nelle stesse dimensioni umane. Quando si arrivò al quattrocento le cose stavano cambiando e la Madonna cominciava a mostrarsi umile. Veniva dipinta non più sul trono, ma anche su sedie e cuscini. Il Masaccio, nella Madonna con Santa Anna la dipinse su una sedia importante, ma di uso comune e la fisicità della Madonna e del Bambino sono molto accennate, anche se ancora hanno l’aureola in testa. La pittura del Rinascimento continua ad operare secondo le indicazioni di una certa soggezione alle volontà della Chiesa. Possiamo citare Botticelli, Mantegna, Raffaello e Michelangelo stesso, tanto per citarne alcuni. Lo stesso faceva la scuola Veneta con Tiziano, Tintoretto, Veronese ed altri. I Fiamminghi, che venivano in Italia per conoscere i nostri artisti, ne apprendevano la lezione, anche se operavano in un mondo di pensiero diverso. La grande rivoluzione avvenne con Caravaggio che per dipingere la Madonna prese a modello una popolare romana morta annegata in Tevere. Lo scandalo non fu cosa da poco, ma lasciò il segno nelle intenzioni degli artisti che lo conobbero. Una pittrice caravaggesca, Artemisia Gentileschi dipinse una Madonna con Bambino, con connotazioni molto fisiche nell’atto di indicare il seno al Bambino. L’arte che seguì ebbe un certo sviluppo, ma spesso le intenzioni finivano in una abile esibizione di modi con le idee poco leggibili relativamente all’idea che avevano della Madonna col Bambino. La chiesa aveva allora un grande potere anche sui potenti, che fossero Re o ricchi Signori di Governo come era a Genova. Bastò un edito del Papa urbano VI che dava ai Re la precedenza nelle processioni che il Doge di Genova Giovanni Francesco Brignole Sale, con decisione unanime Maria Regina di Genova. L’allora Cardinale Giovanni Domenico Spinola organizzò una solenne Festa in San Lorenzo era il di 25marzo 1637. Due statue della Madonna furono messe una su Porta Pila all’ingresso in città ad est ed una alla Lanterna. Da quel momento la città si riempì di edicole della Madonna col bambino a segno e testimonianza di adesione all’atto compiuto. Genova può quindi considerarsi la città della Madonna.

Arrivati all’ottocento, il ritorno alla classicità sviluppò atteggiamenti diversi ma la Chiesa mostrò un comportamento di molta prudenza. Si produssero opere di grande pregio ma spesso, l’elemento decorativo prese il sopravento su intenzioni interessanti. L’espressionismo e l’impressionismo internazionale si interessarono poco a questo Tema, a parte Rouol, Chagal e Dalì, che lo fecero in forma quasi privata e con intenzioni inconfessate a sè stessi. La Chiesa visse in totale pigrizia di Fantasia e ben lungi da voler mettere in dialettica il proprio modo di pensare. Col Concilio, Voluto da Paolo VI, qualcosa si mise sul tappetto della discussione, giacché disse che se gli artisti hanno bisogno della Chiesa, la Chiesa ha bisogno degli artisti. Vescovi illuminati hanno impiegato artisti non di maniera e così il discorso ha cominciato a cambiare, almeno in piccolissima parte. Comunque i più bravi venivano impiegati per fare porte e portali. Ma sono cambiati prepotentemente i tempi e la donna ha toccato alle radici il vivere quotidiano. A mio avviso, l’idea della Madonna col Bambino è cambiata.

Papa Francesco parlando di Maria, ha detto che è stata una buona madre di famiglia. Ma una cosa che mi piace pensare è che Maria ha chiesto al figlio di tramutare l’acqua in vino per tenere desta una festa di nozze, le nozze di Cana. Non è poca cosa su cui riflettere.  Credo che ogni donna con in braccio un bambino possa essere l’ispirazione per creare una immagine di Madonna. La sacralità del femminile mi commuove. Tutte le donne del mondo sono Madonne, sono madri di vita, sono depositarie di una virtù che non ha tempo, né luogo. Sono esaltazione di una virtù colma di mistero. Sono la verità che non smette mai di illuminare con la luce dell’amore. Permettetemi di esprimere la mia piccolissima capacità di vedere il mondo e ciò che mi circonda. L’arte contemporanea del XX secolo ha tentato timidamente di rompere la antica corteccia ed abbiamo delle opere interessanti. Max Ernest, un giorno mi disse che soltanto chi se la sente di farle, deve produrre opere che abbiamo come tema il Vangelo. Il caso della Madonna col Bambino, investe gli artisti di oggi di vento nuovo. La donna è donna e la donna che stinge al petto un bambino è già Madonna che non ha bisogno di aureola. Ma questi sono discorsi molto personali e non basta la buona fede per essere convincenti. Posso parlare della mia esperienza nel tema, ma temo sia cosa moto privata, Credo che sia uno dei temi più difficili da affrontare se si ha coscienza dei significati che contiene

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