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SIATE CORTESI

il mio studio di Genova in questo momento

Chiedetemi chi sono. Fatte finta di interessarvi a me. Ditemi che vi interessa sapere che cosa faccio e che cosa penso. Confesso che ho già preparato il discorso. Ho anche provato a ripeterlo di fronte allo specchio della camera da letto. Ero ancora in pigiama e con gli occhi cisposi. Ho tante cose da dire che vi sommergerò di parole. Credo che parlando riesca a capire anch’io chi sono. La vostra reazione sarà la risposta. Mi sono inventato bene, almeno credo. Capisco che dovrei imparare a recitare bene il ruolo che mi son dato. Se siete curiosi, rischiate l’incontro. Non so se l’abito, la circostanza, il luogo, conti, credo di si, come a teatro. Mi piace raccontare che sono nato un giorno di temporale. Il vento entrava dalle finestre sconnesse . Mi pare di ricordare il vento, anche se era di luglio. Quando mia madre mi ha partorito c’era un armadio con uno specchio in quella povera cameretta. Mi sono riconosciuto subito. C’era già tanta luce . La luce del giorno. L’acqua che mi hanno buttato addosso era acqua di mare molto salata. Non so chi cantava, non capivo le parole. Ricordo la musica di canna. Quando son nato io, i pesci della Marinella, sono tutti venuti a riva. Le murene ingoiavano le bisce che trovavano sulla ghiaia bianca. Mi hanno raccontato che i massi della scogliera ballavano tenendosi per mano. Il faro rosso singhiozzava e quello verde non smetteva di girarsi attorno per confondere la vista. Ho cominciato a nuotare prima di camminare. Volevo cercare le monete perdute nel fondale di alghe. Ero convinto che nel mare ci fossero tanti tesori smarriti. Quando non trovavo monete pescavo conchiglie morte, sbiancate dalle correnti e forate dal tempo. Ho imparato presto a farne collane. Chiedetemi come ho vissuto i miei primi cento anni. Ora ho perso il conto. Non sta bene contare gli anni. Gli anni scappano se li seguiamo. I miei anni sono inquieti e diventano cattivi se li osservi da vicino. Ho pascolato fra le nuvole ed munto le stelle per farne sogni entusiasmanti. Al posto delle braccia, i primi anni di vita, avevo le ali . Mi servivano per volare alto nella speranza. Ora si sono atrofizzate e non mi rimane che la fantasia. Mi dicono che un giorno invecchierò anch’io. Per sconfiggere il tempo metterò al collo la collana di conchiglie morte. Per vivere al meglio mi sono inventato il cielo e l’ho colorato come mi aggrada. Ho colorato anche le piante del mio giardino. Impazziscono di gioia se cambio loro il colore. Si divertono. Quando arrivo al mare, anche il mare cambia colore. Mi vuole accontentare, Conosce i miei colori. Per vivere felice ho illuminato tutto con la luce degli occhi. Non mi piacciono le persone che piangono ed ho fatto in maniera che al posto del pianto ci sia sempre il sorriso. Ho dotato tutti coloro che mi stanno accanto di corpi bellissimi, sopratutto delle femmine. Le femmine sono la poesia della mia vita. I loro corpi hanno linee sinuose e musicali, in armonia. Non ditemi che esagero. Vi assicuro che tutto ciò fa parte dell’avventura che voglio . Se avete la bontà di ascoltare vi renderete conto che il reale non esiste, se volete che non esista. Sono nato per sognare e nei sogni so usare la bussola per non sbattere sugli scogli dell’incredulità. Chiedetemi chi sono. Siate cortesi. Voglio parlare di me . Vorrei farmi conoscere, come dico io. Grazie. Siate pazienti. Ascoltate chi parla. Chi ascolta conosce tante vite e meglio la propria.

GENOVA PER ME

.Non sono nato a Genova ma questa città è sempre stata nei miei occhi e nel mio cuore. Dalla scogliera di Porto Torres mi sembrava di vedere già la lanterna che mi faceva l’occhiolino con la sua luce. Sono venuto a Genova per la prima volta dopo la quinta elementare per premio al mio comportamento scolastico. Conoscevo già la storia dei suoi illustri personaggi ma soprattutto l’architettura romanica. Visto che la basilica di san Gavino è coeva e ne ricorda lo stile e le intenzioni strutturali. Mio padre navigava e furtivamente mi hanno caricato su una piccolissima nave che attraccava dove ora c’è l’acquario. Arrivato in porto ho cominciato a girare per la città. La prima meta fu a cercare il monumento di Gian Battista Perasso. Visitai il giorno dopo le chiese di San Giovanni di Prè, San Donato e Santo Stefano. I giorni che la nave stette in porto, facevo avanti e in dietro sulla nave. Poi, quando la nave partì, mi ospitò una famiglia legata da una certa parentela a Ponte Decimo da dove a piedi salii in compagnia di altri ragazzi alla Madonna della Guardia. Ma il mio interesse era la grande città. Mi avevano parlato ed avevo letto dei palazzi di via Garibaldi ed avevo cercato di infilarmi dentro con scarsi risultati perché non riuscivo a vedere oltre gli ingressi nonostante le mie insistenze incomprensibili a chi ascoltava questo ragazzino biondo che viaggiava con un taccuino di appunti e disegni. Avevo trovato in un negozio di via san Luca una penna a feltro che avevo acquistato per disegnare con effetti inediti. Da quell’anno, dopo la scuola, Genova era la mia meta, che in qualche maniera raggiungevo. L’interesse a conoscere la sua Storia cresceva. Palazzo San Giorgio era per me un contenitore di storie fantastiche. Le donne sullo sgabello all’ingresso dei bar di via Gramsci erano mistero e fascino. Mi incuriosivano ed attraevano le unghia lunghe dipinte di rosso ed il trucco di quelle donne fantastiche. Mi infilavo dentro i locali per spiare e spesso riuscivo a parlare con loro. Chiedevo loro, come scusa, dove fosse la casa di Mazzini o Paganini e ne approfittavo per sciorinare ciò che di loro sapevo. Spesso mi ascoltavano e mi offrivano qualcosa al bar. Non accettavo quasi mai niente o un caffè latte ed un biscotto Lagaccio. Col passare degli anni la storia di Genova era il mio companatico, finché nel 57 non mi trasferì definitivamente. Mazzini mi aveva interessato e lo consideravo grande eroe, padre della Patria, così veniva catalogato nella mia testa di adolescente, anche già grande per necessità di vita. . Paganini era l’idolo per eccellenza. La storia della sua vita aveva provocato in me infinite avventure di pensiero. Era l’artista, il genio.. Grazie ad alcuni compagni di accademia avevo avuto l’opportunità di frequentare il teatro. Facevo parte della claque dei teatri . Govi mi era piaciuto molto ed i suoi personaggi mi incantavano e divertivano anche se lo conobbi soprattutto sullo schermo della TV. Voglio ricordare queste passioni con i ritratti fatti qualche anno fa. Non ho più i disegni di allora, non so dove siano finiti. Il mio omaggio è anche il desiderio di ricordarli. Oggi parlo di loro ma i miei eroi cittadini sono anche altri di cui parlerò a breve.

Ricordiamo Govi

Gilberto Govi

Il 28 di aprile del 1966, dopo una lunga malattia è mancato a Genova Gilberto Govi, nella città in cui era nato nel 1885. I suoi genitori non erano genovesi, ma lui seppe, con la vita e il suo lavoro rappresentare, l’anima ed il cuore di Genova e forse anche dei Liguri, ammettendo che ci possa essere una identità possibile.

Ho avuto la fortuna di incontrarlo personalmente e scambiare poche battute di occasione in compagnia di un altro comico, Marzari, suo grande estimatore . Avevo sentito parlare di Govi da lui, quando passavo a salutarlo in galleria Mazzini, seduto abitualmente al solito tavolino del bar a sorseggiare il suo caffè macchiato, prima di andare in Accademia ed alla Berio, che frequentavo in quegli anni. I ricordi sono nelle nuvole di ammirazione ed entusiasmo che il suo mito suscitava in me.

Mi sembrava più vicino, perché sapevo che anche lui, Govi, aveva frequentato l’accademia del disegno per farne una professione che abbandonò quando il teatro si impossessò completamente del suo destino.

I segni del mio lavoro, in questo ritratto, che ho avuto voglia di fare, lo colgono in un personaggio famoso di una delle sue commedie. Mi piaceva ricordarlo come maschera fuori dal tempo, anche se la sua voce commuove e coinvolge oltre le parole.

Ho visto con grande interesse le opere che la TV ha messo in onda negli anni sessanta e quando mi è capitato di vederle in programmazione,col passare degli anni, le ho seguite con grande interesse e divertimento.

Ha saputo fare della lingua genovese un mezzo per parlare attendibilmente di uomini e cose in maniera molto umana ed esauriente anche se disincantata . Uso questo termine, umano, perché non so definire diversamente gli umori e la spinta eccezionale che alle parole davano i suoi eloquenti gesti. Il potenziale era nell’atmosfera ironica ed allo stesso tempo efficacemente dialettica che riusciva a creare. Ascoltarlo era sempre un’avventura intelligente .

Come è mio mestiere, per questa idea di ritratto, mi sono avvalso dei colori per descrivere il gesto. Volevo contribuisse ad inscriverlo in un aria un poco surreale.

Govi è un icona genovese molto amata e di grande prestigio. Credo, mi pare, che possa incarnare, in maniera esaustiva tutti i caratteri veri e presunti del “genovese”, discussi nel bene e nel male. Le sue maschere sono burrasca ed acqua pura di sorgente che scorre nei carruggi ombreggiati dai palazzi che hanno attraversato una grande storia. Sono la realtà che si fa mito. Non hanno tempo e si collocano nelle fantasia e nella memoria di chi ha avuto la fortuna di incontrarle in teatro.

Accanto a lui, nella vita e nel lavoro c’è sempre stata Rina, sua moglie.

Questo Teatro, al quale ho il piacere e l’onore di dedicare il mio modesto lavoro è dedicato, a Gilberto e Rina Govi . E’ stato recentemente rinnovato e pieno di grande entusiasmo. Si trova a Bolzaneto, parte operosa e vivace della città. Se il teatro è vita, i nomi ai quali è stato dedicato sono una felice garanzia.

IL VACCINO parliamone

Chiedo come ci si deve comportare con gli infermieri anti Covid di San Martino che sono risultati infetti. Chi risarcisce i danni che possono avere provocato.


Emiliano Olivieri

Questione delicata e, sotto l’aspetto giuridico, interessante.

Daniela Pellegrini

Messa così non si può capire quando e come ….si sono infettati …chiediamoci cosa dovrebbe risarcire al mondo la Cina ..che fin dall inizio ha nascosto il pericolo .del virus .!

Leone Maurizio a Daniela Pellegrini

non dica stupidaggini, sono due cose diverse e lei per fare la bastian contraria le considera uguali

Daniela Pellegrini a

Leone Maurizio

 signor Maurizio a stupidaggini siamo messi bene ..eviti di commentare in tale modo .menomale che c è qualcuno che non vuole condannare persone che fino a pochi mesi fa sono morte x assistere gli altri .ed ora perché possono avere dubbi sulla scelta del vaccino vengono messi alla gogna ..basterebbe fare dei tamponi x verificare la negatività ,come fanno giornalmente chi lavora nei palazzi del governo o in televisione ..vorrei vedere se nel caso di un pericolo di vita , chiederemmo ad un soccorritore se è vaccinato…

Non commento chi si fa il vaccino o chi non lo vuol fare .si dovrebbe essere più democratici ..sembra che chi sarà vaccinato non è escluso che non sia totalmente infetto.

Inoltre il post in questione da adito a contrasti non a compromessi. ..

Odo Tinteri

Mi sto chiedendo come si interverrà nel casi in cui un operatore sanitario si infetta perché rifiuta il vaccino. Dicendo che mon ritengo che il vaccino debba essere obbligatorio.

Anna Simonutti a

Odo Tinteri

 ma deve essere obbligatorio per i sta a contatto del pubblico, se non ti va libero di andare, se vuoi lavorare nel settore fai il vaccino .

Anna Simonutti

Licenziamento in tronco. Unica soluzione e banditi dai servizi infermieristici a vita.

Anna Catania

Se mi ammalero’ di covid pretendo di essere curata da personale vaccinato. È vero che il vaccino nn è obbligatorio ma è pur vero che al momento è l’unica arma che abbiamo, e gli infermieri che hanno rifiutato il vaccino dovrebbero pagarsi le conseguenze.

Silvia Vezzani

 anche i vaccinati in molti sono risultati positivi, quindi infettati, e non sanno dire se possono contagiare …quindi anche i vaccinati per ora non offrono garanzia verso gli altri.

Odo Tinteri a

Silvia Vezzani

 speriamo che i vaccini siano risolutivi. Credo fermamente nella Scenza. Non so dire altro sono molto ignorantie Grazie

Elvira Basile

Dovrebbe essere sospeso, ma chissà che posizione prenderanno i sindacati!Certamente ci saranno tante cause di lavoro!

Sembra che il mio dubbio espresso abbia suscitato discussioni che evidenziano. Il problema. Ripeto che non mi sento di imporre il vaccino a nessuno. La nostra responsabilità dovrebbe essere il metodo. Ma gli operatori sanitari a dovrebbero agire secondo scienza e coscienza. La scienza, quando c’è, anche se non sempre è infallibile da consigli. Per guidare una automobile occorre la patente non scaduta. Bisogna non aver assunto droga o alcolici e ci impone i sensi di marcia. Chi non vuole adeguarsi può non condurre un auto. Credo che presto la questione verrà discussa. Il medico che non vuole vaccinarsi dovrebbe avere il diritto di farlo esercitando in cliniche denunciatamente anti vaccino. Credo che avremo an che un tesserino da mostrare al ristorante, a teatro. Musei, concerti, conferenze, biblioteche, avvenimenti sportivi. Per chi viaggia pare che ci sia già. In vaticano verranno licenziati chi non si vaccina. Mi sembra esagerato ma spero si troveranno soluzioni meno drastiche. Io mi vaccino ed ho già la data. Cerchiamo di pensare positivo. Siate sereni La vita e bella ed interessante.

Daniela Pellegrini

Sai benissimo che ho avuto il covid come altri componenti della mia famiglia giovani e ottantenni .. stiamo tutti bene e curati con le terapie adeguate non abbiamo avuto conseguenze di nessuno tipo ..trovo l informazione terroristica ,mai confortante ..Già a Marzo scorso il dott.Cavanna è riuscito a curare tutti i suoi pazienti senza alcun decesso ..Con le cure appropriate i rischi scendono molto .In questa situazione impera la negatività ,i tesserini .e lo spettro dei licenziamenti .. costrizioni sotto mentite spoglie ..non mi piace affatto ..Sai benissimo che sono una libera professionista e non ho avuto nessun bonus x 25 giorni di chiusura ..rischio d impresa..e x quanto riguarda gli infermieri

che si sono infettati ..potranno avere una decurtazione di stipendio x i giorni di lavoro persi ,ma licenziarli mi sembra ingiusto con la carenza di personale medico..Inoltre svilupperanno gli anticorpi e saranno più sicuri di altri…La paura toglie la lucidità …

Anna Simonutti a

Daniela Pellegrini

 sviluppano gli anticorpi per sei mesi,il massimo. Io.pretendo e ho il diritto di entrare in ospedale sicura. Cambino mestiere. Voi, fortunatamente state tutti bene, io conosco persone che dopo il,virus bene non stanno perché è una bestia che lascia strascichi . Non è terrorismo quello che dicono, lo testimonia il numero di decessi per COVID giornalieri. Bisogna vaccinarsi e basta e in primis chi lavora in ospedale, clinica e rsa. Mi dirai che la decimazione degli anziani e avvenuta perché costoro uscivano in massa per andare al cinema o a prendere L aperitivo mentre erano ricoverati ? Ma ragioniamo , per cortesia.


  • Anna Simonutti
  • Giusto, e non trovo esagerato il fatto che in Vaticano si licenzi chi non fa il vaccino .
  • Leone Maurizio
  • Questa è una discussione inutile, le migliaia di morti stanno a dimostrare che il virus è in molti casi letale quindi? Chi decide per il no decide di rinunciare ad una protezione che fino ad ora ha dimostrato di funzionare su milioni di persone a favore da un ipotetico pericolo non dimostrato scientificamente. È intelligente tutto questo? No è un modo di essere diversi pericoloso per chi li frequenta. Non sono buono affermando che ognuno è libero di decidere ,questa falsa libertà se la vivesse isolandosi e non vicino a me .

    • Daniela Pellegrini
    • Togliete il non. Mettere in discussione l enuncuato
    • Leone MaurizioDaniela Pellegrini la sua posizione è equivoca, post per provocare ma c’è bisogno di provocare una discussione per affermare che è sbagliato non vaccinarsi?ei combatte l’imposizione ma impone ai suoi contatti l’eventualità di infettarsi e poi che tutela i suoi clienti. Glielo dice ai suoi clienti prima di riceverli che non è vaccinata? La butta in caciara parlando di probabili questioni finanziarie, la mette sul patetico dicendo che forse hanno qualche patologia e non si fidano, si rivolgono a chi può rassicurarli e se no si diventassero un modo per non nuocere al prossimo…
    •  
    • Daniela Pellegrini
    • Leone Maurizio buone cose Maurizio.. mi astengo non ne ho più voglia ..mi sembra tutto sterile ed una perdita di tempo .
    • Leone Maurizio
    • Daniela Pellegrini sono d’accordo con Lei questa volta ma mediti. Saluti

Lo Stupidario di Odo

Raccolta di frasi, pensieri ed altro,


Ho pensato di chiamare questa pagina lo

Stupidario di Odo .

Avrei potuto chiamarla anche lo

StupiDiario

Sono una raccolta di frasi, parole scappate che ho trovato  sparse su tanti fogli.

Sono state scritte in momenti diversi e con umore diverso.

Mi rendo conto così di quante stupidaggine ho detto nel tempo e che forse continuerò a dire e ripetere.

Siccome ho intenzione di non prendermi troppo sul serio, intendo, come vedete, pubblicarle.

Mi consola il fatto che tutti ne diciamo e scriviamo, specialmente sui social.

 Se volete curiosare in esse, le porte sono aperte. Non siate troppo severi. Sono parole scappate, saltate fuori senza controllo.

Sono parole di uno che parla…parla.

Le pubblico come le ho trovate, senza data e riferimento.

Mi rendo conto così di quante stupidaggine ho detto nel tempo e che forse continuerò a dire e ripetere.

Siccome ho intenzione di non prendermi troppo sul serio, intendo, come vedete, pubblicarle.

Le parole in amore sono fuoco e fiamme …… a volte, è necessario soffiare su esse… perché il calore sia sempre vivo…a volte. le parole!


La vita è sogno… il resto… è realtà


Gli uomini senza sogni ….sono alberi …..senza foglie


Ho deciso che da grande, farò il pastore di stelle e le mungerò tutti i giorni per nutrire di speranza… chi ha voglia di felicità


Chi teme la passione…teme …sé stesso


Un corpo senza carezze … è una pianta … senza acqua


I miei alberi crescono dove possono. Qualche volta, sulla sabbia del desiderio, altre, nella terra felice della fantasia

Quand’ero bambino andavo sulla scogliera per cerare, nelle pietre sparse, le figure dei maghi, streghe e bestie strane, della mia fantasia. Ora vado a trovare la mia storia di uomo che fa i conti con l’onda e si perde leggendo il mutare dei toni , nel pensiero


Quando il cielo si confonde con la terra, non sai quali colori ad essi appartengano. Provi a cercare, assistito dalla memoria e vedi che la lacca di garanza bisticcia col violetto escludendo il blu di Prussia.


Ma anche il verde che vorresti, prende sotto braccio l’arancione e l’ocra dorata, per buttarsi nel vermiglio mentre gli altri colori scappati dai tuoi occhi, si abbracciano senza pazienza. Non resta che subire


Quando invento parlo di me e quando parlo di me, invento

La realtà diventa stupida senza la fantasia.

Io scrivo storie e poco importa se siano vere o false

Chi se lo chiede, legge con poco interesse.. ed inutilmente. così mi pare, e spero, che lo sia….

Si dice che l’artista opera nel dolore e che si scrivono poesie quando si è presi da pene d’amore, Io dico che dipingo con gioia e che amo parlare, con piacere dell’amore, quando mi prende la mano, in danza, col colore 


Oggi, al mercato all’aperto, ho incontrato lei, accanto ad un banco di abbigliamento d’occasione. L’ho spogliata e rivestita contando gli anni. Scappavano i giorni dalle dita ma, l’abbraccio, mi ha ricordato che la memoria,… non ha confini di tempo.


Non chiedetemi se il paesaggio che dipingo è vero o falso-
-è il dipinto la verità che tento. Non è il soggetto, ma ciò che riesco a comunicare. Il mestiere d’artista è rubare alla natura e alla vita. La natura e la vita sono intelligenti, –comprendono l’uomo. E’ l’uomo che non comprende la natura e la vita. Spesso questo avviene per cattiva fede e ciò è deprecabile.



A volte ricordi il viso, illuminato da luce di candela, su una tavola apparecchiata per due. Ricordi le labbra da gustare e l’emozione, che fa navigare il desiderio su onde di piacere infinito. Ricordi che ti sei perduto in amore, rincorrendo la tenerezza, che, si confonde, nell’orizzonte, che sembra…. lontano.

Ho sempre cercato di dipingere le onde del mio animo in tempesta….ma riesco a vedere soltanto la schiuma bianca ..quando si frange su lo scoglio.


Il mio lavoro è rubare alla natura, la virtù dei colori: quelli trasparenti e quelli forti- farne teoria ad uso senza economia. Nessuna soggezione alla loro arcana magnificenza. Bisogna armare l’entusiasmo per farli sfilare in rassegna come soldatini generosi ed intrepidi.

Sull’acqua del mare che corre verso l’orizzonte, vorrei stendere la speranza di trovare parole da dire a voce alta, ad un oceano di occhi aperti.

Quando il colore diventa memoria, nelle pieghe del colore, cerco le parole da dire, tacendo. Il blu si separa dal verde, con una luce incerta sul mio pensieroWhen the color becomes a memory, in the folds of color, I look for the words to say,.. without talking abaut. The blue is separated from the green, with a dim light on my thinking
La malinconia è una puttana nel corpo e nell’anima,…così mi hanno detto… ma non so se sia veroLa melanconie est pute dans le corps et l’âme… ainsi m’ont dit… mais je ne sais s’il est vraiLa melancolía es puta en el cuerpo y el alma… así me han dicho… pero no sé si es verdad

Il mio lavoro è convincere il mare a regalarmi l’eco delle sue onde e la trasparenza di giada e di smeraldo dell’acqua, sulla riva di granito chiaro.


Dipingerò di viola l’abbandono, se so che il mio spirito si confonde con l’oltremare che impazza. Terrò lo sguardo all’orizzonte per vedere la luce che consoli la mia speranza….e nel turchese fugace cerco la gabbia dei miei sogni…


Il giallo cadmio mi prendeva il cromo per entrare nel rosso denso. Non è più il tramonto di una sera di fuoco a rubarmi gli occhi, ma la voglia accesa di vivere l’energia che assale.  La lacca di garanza verso l’alto, era la fuga, per cercare di sedare l’ansia senza briglie.


Il mio lavoro è di vivere tenendo sotto braccio, grande numero di persone. Danzare con loro attorno ad una grande fiamma, luminosa e forte. che bruciando , profumi l’aria di piacere e cortesia…


Non so se le mie mani sanno raccontare il piacere che sento…sicuramente, le mie mani, hanno nostalgia di
te….quando tu, non sei …..accanto a me
Je ne sais pas si mes mains savent
raconter le plaisir que j’ai  Certes,  mes mains ont  nostalgie de toi .. Lorsque toi, n’est pas …à côté de moi
I don’t know if my hands can show the pleasure that I feel,certainly my hands  feel nostalgic of you…when you are not next to me…

Le mie mani hanno scolpito pietre, modellato terra, e impastato gesso Ho dipinto i miei sogni per farne memoria. Ho accarezzato il desiderio nella donna che amo per farne tesoro. Il mio capolavoro è il suo sorriso che disegno a matita nella mia passione.



Ogni giorno mi lego col filo della memoria al mio destino.

Le parole d’amore sono le foglie sempre verdi di un albero che non teme il vento e la pioggia, della vitaThe words of love are the leaves of an evergreen tree that can stand the wind and rain, of the life

Le mie mani hanno scolpito pietre, modellato terra, e impastato gesso. Ho dipinto i miei sogni per farne memoria. Ho accarezzato il desiderio nella donna che amo per farne tesoro. Il mio capolavoro è il suo sorriso che disegno a matita nella mia passione.


Quel sole che si nascondeva nel liquido rosso dei miei pensieri


Quando il cielo si confonde con la terra, non sai quali colori ad essi appartengano. Provi a cercare, assistito dalla memoria e vedi che la lacca di garanza bisticcia col violetto escludendo il blu di Prussia. Ma anche il verde che vorresti prende sotto braccio l’arancione, e l’ocra dorata, per buttarsi nel vermiglio, mentre gli altri colori scappati dai tuoi occhi, si abbracciano senza pazienza. Non resta che subire la voglia che hanno di rubarti l’anima o quel che resta della coscienza che pensavi di avere. Ti specchi in essi, per vedere se esisti, e ti accorgi che sei colore, senza nome


Sull’acqua del mare che corre verso l’orizzonte, vorrei stendere la speranza di trovare parole da dire a voce alta, ad un oceano di occhi aperti.



Si dice che l’artista opera nel dolore e che si scrivono poesie quando si è presi da pene d’amore, Io dico che dipingo con gioia e che amo parlare, con piacere, dell’amore quando mi prende la mano, in danza, col colore .


Le mie pietre stanno rubando il colore del mare e del cielo…forse lo fanno per confondermi le idee…povero odo..mala tempora currunt


Per fortuna vivo nei sogni, perché anche così, i miei giorni…. sono da sogno



Mi è venuta voglia di comprare il tempo, il tempo perso, il tempo perso nel nulla. So che esiste un mercato, dove si possono trovare le cose perse, ed i sentimenti persi……. ma non riesco a sapere dov’è …. mi dicono, che vendono anche. l’amore perso….. perso nel nulla……..

La vita è sogno…… il resto… è realtà

Gli uomini senza sogni …..sono alberi …..senza foglie

Mi hanno detto che l’amore renderà il mondo migliore. Ma io, che ruolo avrò?



ho deciso che da grande, farò il pastore di stelle e le mungerò tutti i giorni per nutrire di speranza… chi ha voglia di felicità


Impegnamoci tutti a fare del bene, perchè, chi fa del male, è molto bene organizzato….cavoli!!!!!!!


A volte i colori dell’ alba e del tramonto si confondono. …nella mia mente, giocano a nascondiglio. Il colore del cielo ruba lo scoglio e lo scoglio ruba al mare ed io, …divento ladro,… per difendermi dallo scompiglio. Odo è ladro….. Davvero!


Chi teme la passione…teme …sé stesso


Questa sera dipingerò di rosso porpora e arancio dorato, il cielo del mio desiderio, perché tu possa vederlo … ma non lasciarlo cadere,… dietro il monte alto …..


Un corpo senza carezze … è una pianta … senza acqua


I miei alberi crescono dove possono. Qualche volta, sulla sabbia del desiderio altre, nella terra felice della fantasia


Mi hanno detto che in Sardegna, ci sono solo pietre e vento…..poi ci sono io,…ogni tanto, che ascolto il vento e parlo con le pietre…..


Le pietre in Sardegna, sono spesso monumenti che hanno rubato mano d’artista per farsi miracolo, che guadagna lo spazio. Sono sorpresa, quando rompono l’onda di smeraldo. Le mie pietre dipinte, sono sogni ad occhi aperti , ma sono anche il canto che la natura fa con voce intonata….


Quando vuoi cercare, nella memoria, i colori del cielo e della terra….Non resta che subire la voglia che hanno di rubarti l’anima o quel che resta della coscienza che pensavi di avere. Ti specchi in essi, per vedere se esisti, e ti accorgi che sei colore, senza nome



Sto cercando di aggiungere anni alla mia vita….ma soprattutto, di aggiungere vita ai miei giorni. Sto imparando a mordere le ore,… accarezzando i minuti


Non ho ancora capito se tutte le cose che vedo passano attraverso i miei occhi. ..mi sto accorgendo che il cuore….. è molto perspicace


Penso che non sia la bellezza a suscitare l’amore ma l’amore a creare bellezza


Per fortuna vivo nei sogni, perché anche così, i miei giorni…. sono da sogno


Il sorriso di una donna ha tante braccia e tante mani che suggeriscono alle mie, parole d’amore da dire… tacendo…


Sono nato con l’alba nel corpo …il mio risveglio sognato, è averti vicino, come il sole del giorno


Non dite che le mie mani sono impazzite …se racconto la voglia che hanno di consumarsi in carezze. 


Dirò alle mie mani  che il corpo che voglio, è di ….rosa di luna


L’amore è sogno da accarezzare ogni giorno ed abbracciare di notte.  Soltanto  cosi, la tua alba, si colorerà di vita splendente…ogni momento


L’amore, è una pianta che ha bisogno di essere innaffiato con la conca delle mani . Cresce in ogni giardino, se guardato con  sentimento sincero .


L’amore, per diventare grande,… ha bisogno della nostra fantasia..


Sei un fiore, bello e profumato…che vorrei rubare al tempo


La bellezza è un dono ma può essere anche, una conquista  In ogni caso, va amata, coltivata ed amministrata con intelletto e fantasia


Vorrei baciare il tuo sorriso. Vorrei baciare il tuo sorriso quando mi stringi con i tuoi occhi grandi e  con le  mani, mi parli d’amore………vorrei.


Il sorriso della donna che ami è mare,  cielo e sole splendente ….ma grande, ….non so dire quanto …non finisce mai  di illuminarti l’anima e di cullarti in amore–


Questa sera, so,  che non potrò mordere il tuo seno con labbra in passione e dovrò dire alle mie mani  che le pieghe intime del tuo corpo,  sono in altra luna.


Questa sera guarderò il cielo alto e poi sognerò… una notte d’amore,…. senza tempo.


Sei come una rosa, che vorrei rubare al tempo…sei la mia rosa….. Profumata…… di passione


Se l’amore che senti, ha ali di cera, non riuscirai ad attraversare la valle dei desideri che sono di fuoco


Ho dipinto il suo corpo , tutta la vita…nascondendo il suo volto, con le mie mani in carezza. 


Spes, il mio cane nero, mi ha insegnato, che le carezze bisogna chiederle…perché non sempre arrivano….quando vorresti lei, non si scoraggia…insiste…non so dove ha imparato questa filosofia….non soSPES, my black dog, has taught me, that the stroking must ask you…because not always arrive…. When would you like… you, not is discouraged… insists… I don’t know where he learned this philosophy…. I do not know.

Non sono abituato ne ai regali ne ai complimenti. Neanche mia madre, me ne  ha fatti, convinta, che agli uomini, non si fanno. Quand’ero giovane, appena mi conoscevano, dicevano -saresti carino ma sei antipatico. Da uomo maturo, molto meno brutto di ora, mi dicevano- non saresti male,  ma sei poco simpatico e presuntuoso. Ora, mi dicono solo-ma quanto sei antipatico. Ma ora, sono vaccinato…


Mi rendo conto che il tempo scappa via. Mi rendo conto che correre contro vento stanca. Mi rendo conto che devo imparare a trattenere in pugno le piccole felicità delle ore e non trascurare neanche i minuti. Mi sto rendendo conto che la giostra  della vita non si ferma mai…. Quando imparerò a godere del bello  che mi è dato da vivere……..imparerò?


Sono nato per guardare il cielo e contare le stelle…anche se non so contare. Sono nato per amare, credo,  ….ma non so come si fa. Sono nato per navigare… ma non ho ancora comprato la bussola. Sono nato,  credo,   ma come si fa,   ad esserne certi? Il guaio è che non so neanche a chi rivolgermi….per buone informazioni.


Il pessimista esercita tutta l’energia negativa che possiede con grande capacità-Lui sa che tutto quello che mangi fa male. Che tutti sono attrezzati per farti dispetto. Che il potere politico, religioso, economico, culturale è organizzato per distruggerti. Sa  anche, attraverso acrobatiche documentazioni, che il cielo, ti cadrà addosso, prima che tu possa renderti conto. Lui vive felice, a sapere tutto questo…ci gode da morire…da morire…….


Oggi ho osservato una canna verde…….verde come la canna…fragile e robusta come una canna. Le foglie, naturalmente, da canna  Mi sono accorto che non sapevo dire niente della canna. Ho provato a disegnare la canna e mi sono accorto che non sapevo disegnare la canna. Penso che dovrò osservare a lungo la canna,  prima di poter sapere di che canna è la canna.


In Face book ho scoperto molta solitudine, specialmente nel mondo femminile ma anche la voglia di rompere l’accerchiamento; ritengo ciò, estremamente positivo e bello.


Invito le amiche a suonare le loro campane e gli amici, ad accompagnarle con il nostro  applauso.


 Vivere è sempre un piacevole avventura che converrebbe rendere sogno,…come sogno…si può fare.


In Face book c’è di tutto e si trova ogni cosa, vecchia e nuova, vera e falsa. Il mercato è sempre aperto di giorno e di notte. Si trovano amori nuovi ed amori persi ed anche sentimenti coperti dalla cenere del camino, spento da tempo.


Sarebbe bello trovare la voglia di parlare a voce alta, per dire cose carine ed avere il desiderio di abbracciare tutti con buona volontà


LEDA ED IL CIGNO- Il tema, già trattato da Leonardo, Correggio, Gericault, Boucher, Cezanne, Dalì e Botero, ha sempre tenuto conto della narrazione mitologica. Io cerco la dualità femminile da mettere in dialettica con una  mia visione psicologica .del tema.


Leda ed il cigno. Il mito e la leggenda sono sempre stata una scusa per proporre il nudo femminile ma spesso l’artista riusciva ad andare oltre per sondare un femminile misterioso agli occhi del tempo. Leonardo ha fatto parecchie versioni. Non conosciamo il suo pensiero, in merito, ma la dialettica è viva Lo studio di “Leda ed il cigno” mi ha portato a rivedere le opere eseguite sul tema . La filosofia è diversa a secondo dell’artista e del periodo storico.  In comune, c’è una devozione al mito letterario. Io confesso di prendere il tema come motivo per frugare nell’animo femminile con benevola curiosità ed un pizzico di trasporto emotivo nel segnare il corpo in attesa……….di ….…


Qualcuno mi ha detto, che esiste la malinconia …..Mi hanno detto che arriva col vento e accarezzandoti il viso, ti guarda negli occhi, e ti prende la mano…Ha labbra di fuoco, hanno detto e vesti succinte e non dice niente, per portarti via…così, hanno detto Mi hanno detto che la MALINCONIA esiste  . Che quando arriva ti infila le mani nei desideri, graffia i sogni e conducendoti in danza sfinente…. ti prende il fiato, la vita e quello che resta del tempo vissuto ….Così mi hanno detto -ma non so, se sia vero–


“Leda ed il cigno“- “Susanna ed i vecchioni“- “Giove ed Io”    piccoli bozzetti  per raccontare il mito. O se si vuole:-L’Amore in favola…..così io farò nel modellare nel gesso, il sogno che ho,


BARCHE DA REGATA  non so se riesco con i colori a dire quanto la fantasia si confonda  con l’energia, convocata nel segno.


 Sono nato sull’onda per vivere nel mare—-sono un gabbiano  che cerca di capire il mistero del vento…sono un gabbiano con le ali aperte…per volare…..


Le piacevoli curve sensibili, a mio intendere, non sono prerogativa esclusiva delle così dette, “in carne“. La femminilità  che ne risulta, è il codice che crea  la comunicazione di attrazione.:.Curiosità, piacere, e desiderio di comunione,  Ma se pensiamo che siamo entità sessuali più ragione, teniamo presente che partecipano anche altri  forti coinvolgimenti mentali, non escludendo la libido,…che non è una brutta parola Comunque sia  la linea femminile. e non ho cataloghi, in mente, è per me .-Odo-…è dolce musica e poesia.- così è, se vi pare


L’immagine  femminile e mutata nel tempo? Prendiamo a confronto “Le tre grazie” di Rubens, “La bagnante” di Ingres  che sono miei omaggi a questi artisti ed immodestamente, dato le citazioni, una mia, di questi ultimi tempi.


Mi chiedo spesso come sarebbe il mondo senza le donne, per noi uomini,…ma dico per me, più attendibilmente. La risposta più immediata è che non mi piacerebbe, ma anche che non avrebbe senso niente e nessuna azione che posso elencare. So che posso essere accusato di estremismo ma non so comprendere il compromesso, lasciando a chi è di avviso diverso, la sacrosanta libertà di idee ed intenti. Dico che ho bisogno dell’altra metà che mi è stata assegnata…non so da chi ..ma che ritengo felicemente deciso. Renoir disse che non sarebbe diventato pittore se non fosse esistito il corpo di donna. Io dico che non sarei diventato uomo se non fosse esistito il sorriso di donna.


Ho voluto rendere omaggio agli artisti che hanno reso famose le immagini femminili. Giorgione, Goya e Manet. Epoche diverse ma fra di loro un sottile legame  di ammirazione dell’uno con l’altro  La mia immagine femminile non ignora quell’appartenenza…anche se le mio segno vuole avere più libertà di movimento. Tiziano segue Giorgione . Velazquez è affascinato dall’immagine sensuale e pittoricamente brillante di Tiziano. Canova non ha più bisogno del mito e fa dell’immagine di Paolina  l’emblema delle libertà di esibire il corpo femminile in tutto il suo splendore.  Questa catena ideale la troveremo in Rubens ed in Ingres ai quali io mi sono rivolta sempre con grande ammirazione.


Disegno immagini e le coloro, come si fa con i ricordi felici che il tempo porta alla mente . Insisto sui contorni ed accarezzo le ombre, che vorrei mordere delicatamente e graffiare con pressione…. da brezza leggera…


Le parole sono diamanti, troppo spesso, sottovalutati


Bisognerebbe educare le nostre passioni per vivere degnamente in Democrazia


Quando in amore finiscono le parole , finisce tutto.


Chi legge un libro ogni tanto impara qualcosa. Chi legge di piu, conosce la propria ignoranza.


Oggi ho cercato di dipingere una scena d’amore, ho studiato quale fosse il colore più consono per descriverla. Mi sono accorto di non avere colori nella tavolozza. Era come voler dipingere il cielo in una stanza buia, dove non vedi neanche la tela. Ho smesso di lavorare e sono uscito. Ho guardato a lungo il cielo per cercare il colore del mio amore,…è arrivata, l’ ora del tramonto


Per percepire la bellezza bisogna nutrire il cervello


La bellezza è promessa di felicità L’ Arte, di bellezza e bontà.


Quando si è sbronzi di “verità”, il buon senso… barcolla


Penso che non sia la bellezza a suscitare l’amore ma l’amore a creare bellezza


Abbracciarsi vuol dire, dare le ali al tuo corpo, per far volare il piacere…. Dell’esistere


Le persone che contano soltanto sulla bellezza, devono fare i conti con chi le apprezza, soltanto per la bellezza .


L’ultima persona cui pensi quando vai a dormire è la prima cui pensi quando ti svegli… al mattino


Ognuno di noi vede secondo quel che sa. L’ ignoranza non e’ virtu’


Non dirmi che mi ami se non è vero.
Le parole d’occasione sono le foglie secche… del fiore che muore.


Mi piacciono molto le donne che fanno ridere di gusto,… ma anche quelle che mi fanno piangere… di piacere


Non dire a chi ti ama:- forse domani … il tempo non ha confini … per limitare il desiderio.Do not tell someone who loves you – maybe tomorrow … time has no boundaries … to limit the desire.Ne dites pas à quelqu’un qui vous aime – peut-être demain … le temps n’a pas de frontières … pour limiter le desire.

Oggi ho deciso di volermi bene, così vorrò più bene anche al mio prossimo


Sono stella di mare, rossa come il fuoco,.. anche nello smeraldo acceso


In questo disordine non so più dove ho nascosto l’amore


Le parole, spesso, scaldano più delle coperte di lana e servono in tutte le stagioni della vita. ma a Natale diventano anche dolci e profumate come i dolci fatti in casa






AMARA CONSIDERAZIONE

AMARA CONSIDERAZIONE

A quanto pare, l’uomo di Neanderthal ha avuto un idillio con l’homo Sapiens. Provenivano dall’Africa ma l’incontro è avvenuto in questo luogo che chiamiamo Italia. Questo piccolissimo paese è spesso entrato nella Storia di buona parte del mondo. Fisicamente è toccata dal vento, che dà vita alla natura. E’ circondata da un mare buono e da aria e cielo provvidenziale. Il questo piccolissimo lembo di terra, varia di aspetto, vivono innumerevoli specie animali, ancora oggi e una invidiabile quantità di piante, anche a dispetto dell’interesse dell’uomo. Noi che ci viviamo, che abbiamo avuto la sorte di nascere in questa terra, non sempre ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo avuto. Abbiamo anche avuto occasione di farci notare per intraprendenza bellica, conquistando buona parte dell’Europa, nella quale abbiamo lasciato memoria. Culturalmente non siamo stati indietro a nessuno, ed abbiamo avuto grande rispetto per altre civiltà dalle quali abbiamo preso con intelligenza. Il Rinascimento è stato un periodo di grande fermento che ha contagiato, in ogni espressione intellettuale umana, gran parte del mondo conosciuto. Per quanto riguarda l’Arte. Possiamo considerarci fino a questo momento dei campioni. A quanto pare, il settanta per cento dei tesori artistici ci appartengono, in qualche maniera.

Mela, pera, donna-ovvero la mela che mangiò Adamo

 Se però ci guardiamo allo specchio, in questo momento storico, notiamo qualcosa che non va. Almeno questo è il mio sentore. Mi pare che abbiamo perso il senso della storia che viviamo. Chi ci governa, da un poco di tempo, ha perso la capacità di orientamento. Viviamo senza coscienza del reale. Non sappiamo far valere ciò che abbiamo ereditato e non siamo capaci di inventare comportamenti congeniali al momento. Ho la sensazione che invece che essere attori, siamo spettatori incapaci di seguire ciò che avviene sulla scena. Non voglio usare termini, come popolo o Nazione, perché temo, di non essere in grado a sostenerne opportunamente il significato. Dico soltanto che sono scontento e deluso da come abbiamo affrontato un problema che ci sta assediando. Da parte di chi ci governa, molta approssimazione e da parte dei cittadini nessuna, o poca responsabilità. Il pettegolezzo ed il bisticcio è stato il mezzo usato per parare il grave colpo. L’ignoranza, ha governato ad ogni livello, sia pubblico che privato. E’ comprensibile, che i Virus vorranno vincere la loro guerra e ce ne saranno sempre di nuovi e sconosciuti. Anche gli scienziati che si dedicano a questi problemi confessano la loro impotenza e chiedono attenta collaborazione. I virus hanno bisogno di noi, siamo noi che non ci dobbiamo far trovare impreparati e incapaci di combatterli con i mezzi di cui disponiamo al momento.

La nostra ignoranza ci costerà cara. Ci costerà cara anche la nostra incapacità di rispondere con coscienza civica alle necessità della vita sociale. Il menefreghismo impera sovrano a tutti i livelli.

Spero che non sia troppo tardi per renderci conto che ciascuno di noi ha dei diritti ma anche dei doveri.

Così è, se vi pare. Speriamo bene.



AMARA CONSIDERAZIONE UN’ALTRA VITA

UN ALTRA VITA

TAMIK

A quanto pare in un ’altra vita erano stati fratelli incestuosi.

L’albero con due tronchi

Vivevano in un isola nell‘Egeo. Il ragazzo era il più grande dei tanti figli di una famiglia di armatori di barche. Bello e forte, oltre che intelligente, comandava le navi già da giovanissimo.

 Quando rientrava, dai viaggi, tornava nella casa di famiglia e vi restava, per tutto il periodo, che le navi stavano in porto. Fra il navigante e la sorella più grande, nacque un grande amore che vissero in segreto . Quando il giovane si sposò usci dalla casa paterna per costituire una nuova famiglia.

 Anche sua sorella, fu indotta a matrimonio ed usci di casa. Per tanto tempo vissero separati l’uno dall’altro, anche se per lui, lei era l’amore fisico, la tenerezza, la passione e la poesia.

 La loro situazione famigliare non permetteva loro, di incontrarsi, anche se vivevano nel ricordo della loro passione.

Il padre si era sempre accorto dei loro stati d’animo ed aveva operato per evitare di farli incontrare. Quando il padre morì, si poterono riabbracciare e da quel giorno cominciarono a fare di tutto per rivedersi ed amarsi, di nascosto da tutti. Il comandante ebbe tante donne, per dimenticare la sofferenza di non vedere la sorella. Lei soffriva, ma non voleva rendere pubblica la loro passione.  Nel giardino della casa paterna venne piantato, com’era costume, un albero, il giorno della nascita del primo figlio. Questo albero crebbe, diventò grande, tanto da ombreggiare tutto il cortile, ma accanto al tronco, ad oriente, spuntò un altro tronco che si ingrandiva ed intrecciava i rami col tronco grande.

Quando venivano potati i rami di incrocio, cadevano le foglie e non ricrescevano più in tutto l‘albero.

Si capì che per crescere bene i rami, dovevano stare abbracciati. Con i rami intrecciati, le foglie erano sempre verdi e profumate e quando era sera, arrivava la brezza, producevano una musica che si spargeva in tutto il vicinato.

Apollo e Dafne

Oggi, Tamik, un medico iraniano in visita in Sardegna, ospite di amici comuni, volle conoscermi

Aveva spesso sentito parlare di me. Aveva cercato, in rete, di conoscere il mio lavoro. Si era informato e voleva chiedermi di persona, alcune cose, relativamente al tema di Apollo e Dafne e dei miei alberi.

 Aveva con se tante riproduzioni con appunti minutissimi.

Mi parlò subito di reincarnazione.

 Mi chiese se avessi mai fatto  regressioni, analisi o ricerca esoterica della mia entità personale.

Risposi negativamente, anche se non sono al digiuno, completamente.

Senza preamboli mi prese le mani nelle sue, mi guardò e disse di non sorprendermi, se mi diceva, che da tempo mi conosce. Voleva dire che aveva coscienza del mio esistere.

Disse con fermezza, che non sono felice in amore e che questo è un momento ciclico particolare.

 Mi disse, che la donna che amo e che mi ama, per sue necessità karmiche, mi farà soffrire.

Questo periodo sarà più lungo, se io non chiederò a me stesso, la dovuta sofferenza.

Il suo spagnolo, era per me comprensibile, ma lento, il suo parlare.

La mia agitazione era palese e dovette consolarmi, promettendo che mi avrebbe chiarito tutto, in termini molto semplici e nella realtà della vita.

 Dal rotolo dei fogli ne sortì uno, con un mio vecchio disegno in cui i rami senza foglie, con una figura maschile, seguivano una figura femminile. In quell’immagine, che chiamo di Appollo e Dafne c’era la spiegazione del mio esistere . Mi fece notare, che nelle figure allusive, non c’erano le teste, perché la storia, le aveva consumate. Nelle figure di qualche anno or sono, la donna aveva chioma di fronda, perché era nella storia. Nei disegni attuali, i due tronchi non si rincorrono ma si abbracciano.

 Sono nuovamente senza la testa ed i rami corrono verso il cielo senza intrecciarsi. Mi conferma che io dipingo quelle immagini, seguendo il mio pensiero, che è spia.

Le mie mani nelle sue, mi facevano sentire a disagio.

 Il suo volto era profetico.

Mi sentivo squartato con ascia affilata.

Non voleva che parlassi, ne per confermare, ne per negare, perché tutto, per lui, era scritto con un linguaggio, che non commette errori.

Il difetto è nella nostra incapacità di leggere e di voler capire.

Non avevo intenzione di parlare.

Ripercorrevo con la mente l’avventura dei lavori e li collegavo ai fatti della vita.

Voleva parlare d’amore, del mio vissuto in amore.

Sono convinto della confusione, dell’ansia e della forza che governa le mie azioni.

Mi sorpresi che, voleva parlare di reincarnazione e mi analizzava freudianamente.

 Per farmi capire, disse subito, che l’artista è un uomo con tante braccia, tante mani e tante teste ma che, il suo pensiero attivo, è soltanto uno.

Il mio ventre è il catalizzatore di ogni mia azione ed avventura di pensiero.

 Ancora Freud… mi dicevo. Non vedevo l’ora di svincolarmi da quell’uomo.

Mi lasciò con un sorriso dicendo:- Io sono in tua soggezione, perché tu puoi capire chi io sia. Tu sei un albero da frutto molto produttivo ed io sono un frutto del tuo albero, anche se non ci eravamo mai incontrati prima e siamo nati a migliaia di miglia l’uno dall’atro e con uomini e donne che non si conoscevano fra di loro.

Volevo che la seduta avesse termine.

Aveva spesso sentito parlare di me. Aveva cercato, in rete, di conoscere il mio lavoro. Si era informato e voleva chiedermi di persona, alcune cose, relativamente al tema di Apollo e Dafne e dei miei alberi.

 Aveva con se tante riproduzioni con appunti minutissimi.

Mi parlò subito di reincarnazione.

 Mi chiese se avessi mai fatto  regressioni, analisi o ricerca esoterica della mia entità personale.

Risposi negativamente, anche se non sono al digiuno, completamente.

Senza preamboli mi prese le mani nelle sue, mi guardò e disse di non sorprendermi, se mi diceva, che da tempo mi conosce. Voleva dire che aveva coscienza del mio esistere.

Disse con fermezza, che non sono felice in amore e che questo è un momento ciclico particolare.

 Mi disse, che la donna che amo e che mi ama, per sue necessità karmiche, mi farà soffrire.

Questo periodo sarà più lungo, se io non chiederò a me stesso, la dovuta sofferenza.

Il suo spagnolo, era per me comprensibile, ma lento, il suo parlare.

La mia agitazione era palese e dovette consolarmi, promettendo che mi avrebbe chiarito tutto, in termini molto semplici e nella realtà della vita.

 Dal rotolo dei fogli ne sortì uno, con un mio vecchio disegno in cui i rami senza foglie, con una figura maschile, seguivano una figura femminile. In quell’immagine, che chiamo di Appollo e Dafne c’era la spiegazione del mio esistere . Mi fece notare, che nelle figure allusive, non c’erano le teste, perché la storia, le aveva consumate. Nelle figure di qualche anno or sono, la donna aveva chioma di fronda, perché era nella storia. Nei disegni attuali, i due tronchi non si rincorrono ma si abbracciano.

 Sono nuovamente senza la testa ed i rami corrono verso il cielo senza intrecciarsi. Mi conferma che io dipingo quelle immagini, seguendo il mio pensiero, che è spia.

Le mie mani nelle sue, mi facevano sentire a disagio.

 Il suo volto era profetico.

Mi sentivo squartato con ascia affilata.

Non voleva che parlassi, ne per confermare, ne per negare, perché tutto, per lui, era scritto con un linguaggio, che non commette errori.

Il difetto è nella nostra incapacità di leggere e di voler capire.

Non avevo intenzione di parlare.

Ripercorrevo con la mente l’avventura dei lavori e li collegavo ai fatti della vita.

Voleva parlare d’amore, del mio vissuto in amore.

Sono convinto della confusione, dell’ansia e della forza che governa le mie azioni.

Mi sorpresi che, voleva parlare di reincarnazione e mi analizzava freudianamente.

 Per farmi capire, disse subito, che l’artista è un uomo con tante braccia, tante mani e tante teste ma che, il suo pensiero attivo, è soltanto uno.

Il mio ventre è il catalizzatore di ogni mia azione ed avventura di pensiero.

 Ancora Freud… mi dicevo. Non vedevo l’ora di svincolarmi da quell’uomo.

Mi lasciò con un sorriso dicendo:- Io sono in tua soggezione, perché tu puoi capire chi io sia. Tu sei un albero da frutto molto produttivo ed io sono un frutto del tuo albero, anche se non ci eravamo mai incontrati prima e siamo nati a migliaia di miglia l’uno dall’atro e con uomini e donne che non si conoscevano fra di loro.

Volevo che la seduta avesse termine.

 Mi sentivo spremuto.

Mi chiese, porgendomi un foglio di carta ed una matita, di disegnare il mio albero, per lui.

 Disegnai in pochi secondi, una quercia frondosa con tronco inclinato.

E’ il mio albero- dissi-

Mi abbracciò contento, raccogliendo devotamente quel piccolo pezzo di carta.

Incontro con Tamik

Prima che partisse, volevo rivedere Tamik. Mi era rimasta una grande curiosità.

Volevo capire, come mai un uomo come lui, si fosse così interessato alla mia storia d’amore.

Ci vedemmo la mattina presto in una spiaggia vicino alla casa dove era ospite.

Trovammo posto sotto un albero, sul mare.

 Feci subito la domanda che mi stava a cuore e mi rispose, che gli uomini sono amore.

L’uomo è amore in tutte le sue espressioni e che senza, non esiste niente.

 Tutto nasce, cresce e muore per amore.

 Non capii quale fosse l’oggetto ed il principio e lo chiesi.

 La risposta fu che gli esseri viventi che conosciamo e quelli, che non conosciamo, e sono tanti, esistono per amore.

L’uomo è energia e l’energia è amore.

Noi, non siamo in grado di misurare la portata e la ragione, dobbiamo accontentarci di percepirla.

 Per quanto riguarda gli artisti, ovvero coloro che si esercitano a creare o ricreare oggetti e situazioni, il discorso è ancora più semplice da comprendere. L’amore per costoro è ruolo, esercizio e confronto.

Per uno come me, a suo dire, l’amore è tutto. 

Disse che osservando il mio lavoro, l’amore governa il mio agire ed il mio pensiero, costantemente ed assolutamente. Per farmi capire ha citato in maniera attenta e precisa alcune mie opere, come intenzioni di agire e voglia di parlare a voce alta.

 Le mie situazioni d’amore del momento, sono pagine vive e perciò facilmente leggibili.

Nei miei occhi vedeva l’oggetto del mio amore e poteva apprezzarlo fisicamente.

Lui poteva vedere ciò che io avevo nella mia mente, vedere ciò che vedevo io e toccando le mie mani, aveva il piacere delle mie sul corpo di lei.

Aggiunse che era molto facile perché io ho sempre dipinto la sua immagine e che l’ho cercata in tutte le donne che ho frequentato.

La mia donna era colei che io avevo creato nella mia mente.

Le sue fattezze erano diventate le mie, perché lei era già in me.

 Il suo corpo era a mia immagine e somiglianza anche se lei rimane integra nella sua entità fisica e spirituale. Lei è uguale alla mia idea e diversa, come diverse sono le foglie dello stesso ramo.

 L’incontro fra me e lei, non è casuale, tutto è scritto ed allo stesso tempo tutto è affidato al vento dell’eterno.

Succede che ci incontriamo perché ci cerchiamo e ci cerchiamo perché siamo spinti dalla grande necessità di congiungerci, per sommare le disuguaglianze che ci appartengono. Già il fatto che nel momento dell’incontro siamo uomo e donna crea l’uguaglianza e differenza. Per parlare d’amore nel reale, l’uomo penetra e la donna riceve, ma questo atto è il segno che in natura si chiama unione.

Nell’unione ogni differenza è annullata, il risultato è verità, della quale, è inutile chiedere ragione, con i nostri mezzi a disposizione.

Le sue parole mi avevano provocato una maggiore curiosità di lasciare il generico filosofico.

Volevo parlare di lei, di noi.

 Insistetti e mi rispose, che anche il fatto che io la chiami con un nome che non è il suo, ha un significato. Ha motivo anche il fatto che l’abbia sempre disegnata prima di averla incontrata ed ho parlato di lei anche quando ci siamo persi nella vita.

Mi rendo conto che lei è il mio corpo quando è con me e quando è lontana.

 In tutti i corpi di donna ho cercato il suo seno ed il suo sorriso.

Lei ha le mani che voglio ed è ciò che le mie mani chiedono.

Il suo ventre è il mondo che voglio.

A questo punto mi ha chiesto se avevo coscienza della mia grande capacità di godere di lei fisicamente. L’ha chiesto attendendo risposta.

Non sapevo che cosa aggiungere avendo la sensazione che sapesse anche questo.

Mi risparmiò la complicazione del parlarne.

 Il suo ventre, si, il suo ventre, mi sono chiesto ed ho ricordato il pianto di piacere a posare il mio viso su di lei. Il suo sesso, la sua vagina, l’incanto, per le mie labbra e le mie dita.

Il piacere di sentire il suo piacere e le sue labbra in attesa.

 Aveva letto il mio pensiero e stringendomi più forte le mani, mi costrinse a guardarlo.

-Alcune parole scapparono dalle sue labbra in sorriso- La madre … la tua madre ritrovata, il piacere senza confine, il tuo femminile, la porta di un desiderio che diventa luce. 

 Lei è stata tua sorella incestuosa dopo aver vissuto nello stesso ventre. Le vicende della vita passata sono lontane ma non cancellate.

 Lei, ancora adesso, ti assomiglia.

 I secoli in cui siete stati cullati dal vento, hanno lasciato segni su di voi, ma anche in questi segni vi riconoscete. Continuando con pacatezza, aggiunse che il dramma dell’esistenza ha creato rancori che sfociano in sfida ma ciò, non cambia la ragione dell’amore. I nostri occhi sono lo specchio che raccolgono l’immagine che vogliamo. Non ci dobbiamo sorprendere se a volte vorremmo rompere lo specchio. Non dobbiamo preoccuparci, lo specchio ci conserverà anche in frantumi.

L’amore umano di cui parliamo è fugace, provvisorio, è una prova di auto conoscenza, di rifugio. 

Ma è l’unico momento che è dato all’uomo di percepire il suo cammino.

 L’amore che noi viviamo è la vita, che abbiamo la fortuna di stringere nelle nostre mani.

L’amore è la strada che non ha gradini segnati, ma che esiste. La comunione fisica ed il piacere, deve essere un esercizio di fede nella capacità dell’uomo di congiungersi col divino che è rimasto in lui.

 L’arte, a questo punto, è esercizio.

 L’arte di amare, il mistero.

Dobbiamo cercare di essere capaci di costruire templi d’amore con colonne di tenerezza ed archi di sublime fantasia.

Aveva parlato della mia vita passata come se la conoscesse.

L’altra vita che lui diceva di aver conosciuto.

Ma aveva parlato anche di lei, che cosa sapeva. Che cosa poteva dirmi.

Sorridendo mi disse che ero io che l’avevo raccontata ed attraverso il mio racconto, fatto di parole dette e taciute, era arrivato ad incontrare lei.

Non era stato molto faticoso, a suo dire.

 Il tutto avviene come nei film a puntate, dove devi, dopo aver girato , essere abile a costruire la storia, da dare allo spettatore.

 Nel mio caso era stato molto immediato e semplice.

 Sicuramente, col tempo, avrei potuto comprendere .meglio le sue parole.

Le nostre vite precedenti

Ero un capitano di navi  proveniente da un isola nell’Egeo.

Il mio compito era di scoprire nuove terre da conquistare

In queste terre si costruivano nuove città  di cui ero artefice.

La mia vita era però tribolata dall’amore di una mia sorella nata nel ventre di mia madre, ma da padre diverso. Le lotte interne alla famiglia mi fecero vivere lontano da casa fino alla morte di mio padre.

 Ebbi altre famiglie e cosi pure mia sorella.

 La mia vita finì in un viaggio di ritorno in patria.

Avevo premura di rientrare  ed affrontai il mare in tempesta .

La nave non resse e finimmo sugli scogli prima di entrare in porto.

 Lo stesso giorno mia sorella fu calpestata dai cavalli che stava preparando per raggiungermi sugli scogli del l’affondamento .

I segni delle ferite sono ancora visibili sul petto della donna, che ora è il mio amore.

Il suo corpo ed il mio, venne seppellito nel cortile di casa.

In questo cortile c’era un albero con due tronchi che avevano foglie odorose e sempre verdi .

 Era stato piantato il giorno della mia nascita.

Accanto, spontaneamente era cresciuto un altro tronco.  I loro rami si intrecciavano l’uno con l’altro. Questa pianta, fini di vivere all ’alba del giorno, seguente, la disgrazia.

Tamik doveva salutarmi per prendere l’aereo.

Mi lasciò con i miei alberi e la storia che il sole caldo del 21 agosto alle ore 12, faceva ribollire la mia testa

Sarà il vento

Il colloquio con Tamik mi ha lasciato perplesso ed intimorito.

Mi sono chiesto come si fa a vedere, ciò che dice di vedere.

Vede una mia esistenza passata e la documenta.come ha fatto lui.

Ho cercato di riflettere sulle cose che ho sentito.

Ho verificato che molte coincidono o possono coincidere.

Il risultato del suo parlare è stato un viaggio fantastico, che continua col pensiero.

Quando sulla strada che lo portava alla casa in cui era sopite, ho chiesto.

Come è possibile che cercando di vedere  la mia vita si può vedere la  vita. di un’altra persona. 

Tamik, sorrise e rispose.-

Ti ho parlato dell’albero con due tronchi, è successo perché osservando l’uno non puoi non vedere l’altro . I vostri rami sono intrecciati e secondo il vento che tira, si urtano si danno fastidio, perchè la corteccia urtata provoca fastidio ed a volte dolore. Ma quando si potano i rami intrecciati, tutto l’albero soffre, cresce male e le foglie riappaiono soltanto quando i rami si abbracciano.

 Questo non succede se le piante sono separate, non sei portato a cercare oltre.

Ma ti ripeto, non usare troppo la tua ragione. Io, non sono capace a consolarti con la mia.

L’unica verità da prendere in considerazione è la sensazione che arriva.-

 Ho aggiunto che potevo raccontare dei fatti in merito, che mi hanno creato interrogativi.

 La sua risposta è stata, che dovevo sempre far perno su l’immagine dell’albero.

Ho chiesto come mai mi ha detto che i nostri sorrisi sono simili.

 La risposta fu-_ Non ho una spiegazione, l’ho visto, l’ho sentito, come ho sentito le tue vibrazioni relativamente al suo ventre.

La mia sensazione è stata che il suo ventre e ciò che ne comporta è il tuo ventre.

 Il tuo pene è la sua vagina e le tue mani non hanno ragione  e ne confondono i confini.

 Quando tu entri in lei confondi il ruolo, smetti di essere te stesso e cosi pure quando giacendo accanto a lei, l’accarezzi. Tu non ricordi più se il corpo è tuo o suo ed anche se hai coscienza che è suo, le tue mani  si perdono oltre la tua coscienza.  Non chiederti perché le tue labbra cercano le sue e non chiederti perché le tue labbra non hanno che lei e nessun’ altra donna, è come lei.

Fa tesoro di ciò che senti  e non agire con altri istinti che non siano quelli che ti governano.

 Tutto ciò che tu mi puoi raccontare, per avallare o negare ciò che dico, non serve.

Sono parole che non traducono il nostro pensiero.

 Le parole in questi casi sono incapaci ad esprimere la verità.

 Neanche i più preparati possono arrivare ad avvicinarsi.

Dipende dal vento che tira, dall’aria e dal sole che c’è in cielo ed in noi.

Quando pensando a ciò che abbiamo detto, assocerai altri fatti, soffermati al sentire ed all’emozione per trarre piacere dalle buone ed ignorare il resto.

 Tutte le cose che hai appreso o sulle quali sei stato indotto a riflette, non contengono nessuna novità, ma sono pagine di un libro che non hai letto, anche se il vento, le ha aperte di fronte ai tuoi occhi.

 I tuoi occhi ora hanno delle lenti che servono, se le metti nella distanza giusta, altrimenti, possono anche deformare ciò che vedi e senti.  .

 Controlla se puoi, se i rami hanno foglie e se sono profumate, questo è segno di buona vita. .

 Mentre parlava mi veniva in mente che non aveva più parlato di amore, ne del mio lavoro, ne del perché del suo interesse ad entrare nella mia vita.

 Ricordavo soltanto che mi aveva detto. fin dall’inizio del suo parlare, che vivo un sentimento travagliato. Volevo chiedere ma non sapevo come formulare la domanda, in maniera congeniale al momento.

 Dissi soltanto avrò foglie sui miei rami?  La risposta fu.-

 Le piante vanno coltivate e protette, per quanto si può, dal vento, come l’amore, ma non chiedere quel che sarà, non posso vederlo, perché non è dipinto in nessun cielo e nessuna tela.

 Ma ricorda che dipingendo la tela, tu dipingerai anche il tuo cielo.

Pensai a quanto potesse essere suggestivo, poterlo fare con I raggi del sole.

Bello, credo non ti mancheranno i pennelli per farlo, ma con i raggi del sole, forse. è meglio.

.Mi venne in mente colei di cui avevamo parlato ed il desiderio di comunicare, ma non potevo  ed ero un poco confuso.

 Inviai un timido messaggio a quel ramo staccato dal mio tronco, in quel momento.

 Gridai il suo nome, ma non so perché .

La corteccia dei rami alti era sofferente di attrito e le foglie a mio sentire, erano state assediate dalla siccità e dal vento cattivo.

 Gridai al vento il suo nome, ma quel giorno. neanche in Sardegna, c’era un filo d’aria e le mie parole, si fermarono sulla terra battuta della strada assolata..

Riflessioni

Rimuginando su quanto avevo sentito e pensato mi ponevo il problema di come raccontare all’interessata il fatto, che fosse stata tanta volte tirata in argomento.

 Pensai che avrei potuto raccontare qualcosa, come un fatto di poca importanza, ma allo stesso tempo, mi sarebbe piaciuto coinvolgerla nell’argomento, col timore di essere preso in giro.

 Conscio, che i rischi, comunque, erano presenti, inviai un messaggio di annuncio ed il giorno dopo la sentii al telefono e per sommi capi accennai qualcosa.

 Ebbi la sensazione di essere ascoltato e questo mi confortava.

 Trascrivendo l’accaduto. ho cercato di essere quanto più possibile, fedele alle parole di Tamik.

 Trovai una certa difficoltà, perché mi accorgevo di dover mediare per tradurre il significato ed il senso delle parole.

Avevamo detto tanto ed i dubbi si accavallavano quando cercavo il significato.

 Mi resi conto che le parole hanno solo parte del discorso ed il resto sono i gesti, se pur contenuti, nel linguaggio che è fatto di piccole avventure condivise e taciute.

 A volte mi pareva non ci fosse neanche la necessità di chiarire ed anche quelle che sembravano piccole contraddizioni, avevano un senso nel discorso.

 Del resto, l’immagine era sempre garante e l’albero diventava una antologia di acquisiti significati necessari.

 Pensavo a lei più che mai e forse in una maniera diversa.

 Mi pareva di dover alzare le braccia al cielo per cercare le sue e vedere dove fossero le ferite.

 Mi dissi che le avrei parlato dello specchio, perché mi pareva la cosa più comprensibile.

Quello specchio, che io, tante volte ho cercato di infrangere con tutta la volontà.

 Altrettanto, in forma fisica ha fatto lei, per non vedere più i miei occhi alle sue spalle, che la guardano con adorante ammirazione e gioia di poterla vedere. Sfida e minaccia.

 Questa sensazione era già stata in qualche maniera accennata nei nostri discorsi e forse accettata .

 Nella mia mente però c’erano altre cose intriganti e per me, sacrosantamente sensibili.

 Avrei dovuto parlare del suo ventre  per arrivare ad accennare alcuni atteggiamenti in amore agito.  Sapendo della difficoltà di dire certe cose in maniera ascoltabile mi ripromisi di dilazionarli nel tempo e se fosse venuto il momento e l’occasione, affrontare il discorso leggendo gli appunti del momento.

 La verità era, che lei mi entrava nel sangue, oltre che nella testa e facevo difficoltà a trattenerla. L’invasione era totale e costante. Mi stavo abituando ad ospitarla con piacere.

 Mi sentivo tronco e rami, con i suoi intrecciati ai miei.

 Cosi avveniva col pensiero.

Non vedevo l’ora di incontrarla e l’attesa era pervasa da timore e speranza di trovare una via di comunicazione felice.

Non potevo pensare a strategie, perché con lei non riesco, quindi, non rimaneva che stare nel vento .


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Sono IGNORANTE AMARA CONSIDERAZIONE UN’ALTRA VITA Lo Stupidario di Odo

Sono tanto ignorante e mi dispiace tanto che dovrei spararmi, visto i problemi reali che creano la mia ignoranza. Ma non conosco neppure come funziona un’arma ed ho una paura stronza.

Il momento attuale è, per uno come me, drammatico. Quando guardo la TV e leggo i commenti, su social media, è la disperazione. Non riesco ad orientarmi e non mi sento in grado di assecondare nessuna proposta o teoria perché mi mancano gli strumenti per essere sicuro di poter dire la mia. In questo periodo cerco di informarmi e leggo, ascolto e cerco di sapere sfruttando internet che è una grande risorsa. Stiamo vivendo un brutto periodo di isolamento sociale. Il mio lavoro è sospeso in aria. Avevo deciso di viaggiare lavorando fuori Italia. Tutto rimandato a non si sa quando. Ma ciò che più mi preoccupa e che tutte le mie idee vanno rivisitate con filosofia diversa. Stavo lavorando agli abbracci e ciò che avevamo deciso per Parigi e New York è da rivedere. Qualche mese fa, tornato da New York avevo pensato di lavorare al tema del Mito. Il mito è un’antologia di sentimenti umani sempre verdi. Ora ho la netta sensazione che il mondo abbia bisogno di altre avventure. I miei paesaggi di corpi, li vedo come profezia terribile. La realtà sta superando la fantasia. Siamo in un film all’inizio di cui è difficile immaginarne la fine. Mi dico che l’uomo esisterà sempre come è sempre successo. Che i Virus hanno creato il mondo in cui viviamo e la natura, che difficilmente svela i suoi segreti è sempre pronta a farci riflettere. Abbiamo superato guerre ed epidemie. Non possiamo dimenticarlo. Qualcuno, qualche anno fa, ha detto che sono più pericolosi i virus che le bombe. I virus ogni tanto si fanno vivi. Il loro compito è sopravvivere, il nostro difenderci. I nostri mezzi sono spesso insufficienti. Ci trovano sempre impreparati nonostante la nostra presunzione di inattaccabilità. In questo caso l’assedio è vasto. Tocca tutti, non guada in faccia nessuno. Chi di dovere confessa di trovarsi di fronte ad un pericoloso sconosciuto. Chi dovrebbe essere in grado di parlare per conoscenza, confessa la propria ignoranza mentre gli altri sbraitano. Chi dovrebbe difenderci assume atteggiamenti, a dir poco, ridicoli. In Inghilterra si aspettava l’immunità di gregge. In America si gridava increduli al complotto. Anche oggi sento che Trump è convinto di un errore cinese. Bisticciano mentre la Cina si difende mostrando che loro, il problema, hanno trovato come risolverlo, almeno al momento. L’Europa che crede ancora di essere depositaria di ogni virtù, piange a dirotto i suoi morti e non sa come pregare ne sa bestemmiare. Molto diffusa è l’idea che gli untori siano i Cinesi maledetti e sporchi. Io sono molto impreparato a discutere della questione. Studiando un poco, mi rendo conto che non sono in grado né di affermare né di smentire. Mi viene in mente di dire che non ho mai visto un cinese chiedere l’elemosina in nessuna parte del mondo che ho visitato. Muoiono forse di lavoro.

Io sono un estimatore della cucina cinese e giapponese. Frequento i ristoranti dei luoghi che visito. Se parlo, anche soltanto di Genova o Roma, li devo citare come esempio di ordine e pulizia. Provate ad entrare in una delle loro cucine o bagni. Fatte la prova per credere, ma vi invito a confrontare il tutto con i più blasonati Bar o ristoranti delle città di cui parlo.

Se mi dite che manca la democrazia, certi diritti umani, per quel che conosco, forse, qualche problema, non da poco, esiste, almeno dal nostro punto di vista. Ma non mi sento in grado di dire di più. Si pensa anche che la città Whuan dalla quale pare, sia partito il virus, sia una citta degradata e sporca. Aprite in internet ed osservate, che tipo di città è al momento. A qualcuno, sicuramente non piacerà. Si riempirà la testa e la bocca della grandezza intramontabile italiana ed europea. Dico timidamente, perché non mi sento in grado di dirlo con cognizione di causa. Che io sospendo il giudizio, ma temo che qualcosa dobbiamo osservarla, per sopravvivere alle intemperie del progresso, dovremmo imparare. Difficile tornare indietro nello sviluppo della civiltà umana. Non sarà tutto oro quello che luce. Ma noi di luci false o vere ne mostriamo molto poche. Ho grande attenzione a leggere e sentire ciò che la gente pensa. Invidio spesso la loro sicurezza nei parei. Poi metto in conto che esiste chi condanna i vaccini, che crede che l’olocausto sia una invenzione e finanche che l’uomo on sia mai andato sulla luna o che la terra non sia tonda. Del resto c’era chi credeva che il mondo finisse ad una certa data e persone, anche di mia conoscenza, hanno creato in tempo strutture in difesa. In questo mondo si può sentire di tutto. Ho letto che il latte fa male agli uomini ed in India hanno creata santa la mucca perché, se la madre allatta i figli la mucca allatta molti figli e che nei paesi dove non c’è il latte i bambini non crescono o crescono con dei gravi problemi ossei.

Che la pasta è una dannazione che crea mucillaggine dannosa per le ossa e non solo. Poi leggo che senza il grano come lo conosciamo noi certi popoli di buona parte del mondo non si sarebbero sviluppati. Leggo che la carne fa male. Sicuramente fa male, tanta, dicono. Ma poi leggo che senza la carne non ci sarebbe sufficiente nutrimento per tutte le persone che vivono in questa terra. Senza la carne non vivrebbero molte popolazioni del Nord d’ Europa. La produzione vegetativa è sufficiente per il 10% degli uomini. Dicono pure che la carne italiana, il prosciutto, la bresaola è il prodotto più genuino. Si sa che la maggior parte della carne italiana è prodotta da allevamenti in cui le bestie non vedono mai la luce del giorno ne brucano un filo d’erba.  Ma per fortuna la maggior parte della carne utilizzata per produrre i nostri famosi prodotti proviene dal Brasile dove le bestie, per trovare nutrimento naturale vivono in immensi pascoli rubati alla provvidenziale foresta Amazzonica. La carne è stata nel passato un bene di consumo delle persone agiate. Si mangiava alle feste e chi ne mangiava tanta, erano i ricchi che morivano di gotta. In Sardegna sono vissuti di verdure, poche, pasta, carne e formaggi, bevendo vino e mirto per campare a lungo. Un mio amico dice sempre che tutto fa male se consumato a dismisura, fa male anche l’acqua.

Prima di Pasqua a Genova, una ragazza con un vistoso catello fra le braccia, di fronte alla macelleria diceva di non mangiate carne d’agnelli, di non uccidere quelle bestie innocenti. Ho pensato. In Sardegna vivono dalla pastorizia circa 300 000 persone. Le pecore sono 2.851 517. Le capre291 969.Per un totale di 3.073486 ovini. La natività è 100/110per cento. Quindi ogni anno ci sono circa 3.000 000 nuovi nati, che se non fossero tolti alle pecore, le stesse, non produrrebbero latte. E quindi parte buona dell’economia. Le greggi ogni anno si moltiplicherebbero senza recare utili ai pastori. I terreni non basterebbero ad alimentare le greggi e nessuno avrebbe interesse ad accudirle. Il lusso è avere capi di bestiame senza fine di lucro. Sarebbe bello. Si potrebbe fare, se ogni anno, ogni sardo adottasse due pecore, visto che siamo 1.500 000 abitanti circa. Temo che qualche difficoltà pratica esista. Tutte le teorie possono creare fascino e dipendenza. L’uomo ha bisogno di credere in qualcosa e se ci crede, la considera verità. Io ho la fortuna di credere nella mia ignoranza e sono talmente immodesto che ci credo fermamente. Ho sempre amato leggere ed ascoltare qualunque argomento. Sono irrazionalmente ecclettico negli interessi. Forse è per questo che non so niente di niente.


Continuerò a scrivere per raccontare ciò che non so.

Così è, se vi pare.

Un IGNORANTE che ha voglia di dire la sua, con preghiera di non credere a ciò che dice.

Quando sento parlare i protagonisti della politica nazionale, a volte, mi pare di non essere in un paese reale. Anche in questo in momento in cui dovrebbero pensare a risolvere i problemi impellenti della nazione, bisticciano volgarmente con la sola prospettiva di guadagnare qualche voto fra gli scontenti, che sono tanti. Gli stessi che applaudono i poteri assoluti di un premier contestano il nostro perché non li ha omaggiati della loro partecipazione ad un incontro televisivo. Sarà grave, ma non capisco. Presentano reclami poco chiari a noi cittadini ed interpretano a loro uso e consumo ogni proposta di legge. Pensano al partito prima di tutto. Io da ignorante non capisco mai niente di ciò che mi devo aspettare. La confusione regna sovrana e pericolosa. Dal mio modesto punto di vista i partiti, tutti, non solo non hanno idee di governo rassicuranti ma neanche identificative da partito politico. Penso che la colpa sia mia che non sono in grado di comprendere le loro strategie. Temo che dobbiamo aspettarci tempi duri in termini economici e sociali.ma spero di sbagliarmi. Altro argomento che tento di affrontare, è lo sperato vaccino che possa risolvere quanto prima tutti i disagi che il Virus in atto sta creando.

Cercando di informarmi un poco, senza per questo avere una conoscenza attendibile sulla validità, la sicurezza e l’importanza del vaccino in fase di creazione mi pare di aver capito, leggendo un poco di storia, che è estremamente necessario. La necessità di trovare un antidoto alle malattie è un problema antichissimo. Pare che un qualcosa che possa fare pensare agli attuali vaccini sia stato ipotizzato da Teucidide nel V secolo a.C. all’età di Pericle, in Grecia. Verso il mille d.C. qualcosa di più definitivo fu scoperto in Cina, India ed Impero Ottomano.  L’ Europa arrivò molto più tardi. La grande scoperta, utilizzo e diffusione fu ad opera di Jenner a Londra alla fine del secolo XVIII. Le epidemie nella storia della nostra civiltà erano state parecchie ed avevano decimato le popolazioni inesorabilmente. In quel periodo era il Vaiolo, diffuso nel mondo conosciuto. Col vaccino, contrastato al momento, come avviene per ogni scoperta grande o piccola, si debellò la malattia. soprattutto in Europa. Pare che con alterne vicende, l’impegno di molti scienziati, utilizzando le conoscenze acquisite, si riuscì a trovare altri vaccini che nel XIX e XX secolo riuscirono ad intervenire su gravi malattie in Europa e nel resto del mondo. La scoperta fu talmente grande che si pensa che senza di essa il mondo sarebbe decimato nella popolazione con una vita assediata da continue gravi malattie. I virus sono sempre stati un pericolo gravissimo per l’uomo ed esistono prima dell’uomo stesso. Cito alcuni vaccini che mi pare di ricordare: Rabbia, Poliomielite, Meningite, Tetano, Rosolia, Morbillo ed altri e che non mi vengono in mente. Mi pare di capire che ogni scoperta sia stata assediata da increduli e contrari per interessi diversi. Per fortuna vennero utilizzati egualmente in maniera diffusa e costante. Con risultati estremamente positivi.

Recenti sono le discussioni sui vaccini obbligatori, anche in Italia. Spesso sono sterili ma ci sta, che tutti non possano essere d’accordo. Non è mai successo nella storia dell’uomo che un’opera nuova o una scoperta sia stata applaudita ed accettata da tutti. Non esiste opera d’arte, ne predica che possa essere condivisa impunemente. Per il discorso della Montagna Cristo è andato in croce.  A proposito del Vaccino che dovrebbe intervenire per il Covid 19 ci sono già coloro che senza conoscere niente di niente, si dicono contrari. Coloro che studiano questa materia confessano di non avere al momento, risposte possibili. La questione li ha trovati impreparati. La loro ignoranza è più grande della conoscenza. Non si sa ancora come e di che tipo sarà. Perché mi pare che di vaccini ce ne siano di tanti tipi e che sarebbe provvidenziale un tipo da inventare. Un tipo nuovo con metodologie e principi diversi, con l’utilizzo delle nuove tecnologie avanzate, pare sia possibile. Io ascolto, leggo e mi arrotolo nella mia ignoranza e spero. Credo che qualcosa si inventerà e ci spiegheranno di che si tratta. Faranno prove e sperimentazione opportune. Non mi sembra che tutti gli scienziati di questo mondo siano salariati da case farmaceutiche con interessi micidiali e sfruttatori del malessere comune. Non sono in grado di dire quanti interessi ci siano alle spalle di ogni movimento commerciale ma non sono neanche così diffidente. Che siano interessati a diffondere ancora di più il virus per maggiori guadagni, mi sembra incredibile. Mi pare che chi sostiene questo con più veemenza siano coloro che sono anche contro ogni tipo di vaccino. I complottisti ci sono sempre e bisogna farsene una ragione. Tutto è possibile, ma io spero in un vaccino e che ciò sia disponibile quanto prima. Mi rassicura l’idea che questa volta gli interessi siano, qualche volta, condivisi da nazioni diverse. La concorrenza fra di loro la trovo, in questo caso, positiva. Cercheranno, spero, di fare del loro meglio nel migliore dei modi. Mi auguro che si trovi un prodotto, efficace, duraturo e sicuro per tutti. Penso ai paesi più poveri

https://www.youtube.com/watch?v=1m5w7fpt09o  Parole di sabbia parole di vento-video

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